BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Tre lupi attaccano le sue capre, Rudi Curto, 56 anni, li affronta insieme alla figlia 25enne Laura per allontanarli, due scappano, il terzo non solo non indietreggia, ma ringhia mostrando i denti verso padre e figlia e solo dopo qualche minuto, quando la distanza tra predatore e umani è di appena una ventina di metri, si gira e torna nel bosco, ma quasi senza fretta, senza mostrare alcuna paura. Attimi di terrore nei giorni scorsi in pieno giorno a Lentiai teatro di un nuovo incontro ravvicinato tra uomo e lupi in provincia. Recinti elettrificati e cani pastori maremmani messi di guardia ai capi allevati possono servire, ma la sensazione è che la prossimità dei lupi si stia facendo sempre più pressante, come se si stessero abituando a frequentare zone antropizzate.

Il bilancio dell’attacco sventato a Lentiai è di una capra ferita, la ricostruzione dell’episodio è stata fatta dall’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali con sede a Chiavenna (Sondrio). Nella nota diramata dal sodalizio viene riferito che l’atteggiamento dei lupi è stato fatto notare ai due agenti della polizia provinciale allertati e giunti a Lentiai qualche ora dopo essendo impegnati in un altro intervento. I due hanno verbalizzato la dichiarazione di Rudi Curto che ha chiesto provvedimenti a tutela della sua stessa sicurezza. Laura Curto ha descritto l’esemplare meno sensibile alle urla lanciate per far scappare i lupi: era il più grosso dei tre, alto alla spalle una ventina di centimetri più di un cane pastore del Lagorai, razza alta al garrese 55-60 centimetri, in precedenza utilizzata dalla famiglia. In pratica il lupo sarebbe stato alto al garrese circa 75 centimetri e pesante senza dubbio oltre 40 chili. “Un esemplare potenzialmente pericoloso, soprattutto per la sua totale mancanza di paura degli esseri umani", rileva il sodalizio. Il lupo non stava difendendo la propria preda, visto che la capra era ormai fuggita verso il resto del gregge. L'animale ferito è stato subito medicato e disinfettato prima dell'arrivo della polizia provinciale, e quindi non è stato possibile raccogliere elementi utili a risalire al dna del lupo per la sua identificazione.