Funghi, amidi, alghe, fibre d’erba: trasversalmente ai settori, l’innovazione dei materiali sta diventando sempre più vegetale. Le cause di questo cambiamento nel mondo del design sono diverse: la corsa alla sostituzione della plastica fossile, la pressione regolatoria dell’Europa, la lenta, ma percepibile, evoluzione nella sensibilità dei consumatori, e la ricerca di prestazioni migliori per i prodotti. L’innovazione vegetale contribuisce ad abbattere i costi, migliora la durevolezza o la resistenza dei materiali, porta una versatilità nuova, fa nascere nuovi prodotti e nuovi mercati. La sigla del futuro è PLA, acido polilattico, termine contenitore per le bioplastiche derivate da amido di mais o canna da zucchero invece che dal petrolio: sono biodegradabili, compostabili, rinnovabili e stampabili in 3D. Un nuovo mondo: alla European Bioplastics Conference di pochi mesi fa a Berlino sono stati presentati 14 nuovi polimeri biologici. Le quote di mercato sono ancora basse (1 per cento), ma la previsione di crescita è da cambio di paradigma: 13 per cento nei prossimi cinque anni, a fronte del 3 per cento dei polimeri tradizionali fossili.
Uno dei vantaggi del PLA è la sua capacità di decomporsi. Può farlo però solo in condizioni controllate e con lentezza. Come avviene nei cambi di paradigma, le cose però evolvono molto velocemente. Un buon esempio è il progetto Ghost Orchids, un prototipo tra arte e design del centro polacco Łukasiewicz Research Network Institute for Engineering of Polymer Materials. Qui è stato inventato un bioprodotto chiamato POL-KOMP, basato su amido e fondi di caffè, che contiene microrganismi ed enzimi in grado di accelerare la decomposizione del PLA anche all’interno di compostiere domestiche. Siamo al confine con l’arte perché la presentazione è avvenuta ad Alcova durante la Design Week attraverso delle statue alte quasi quattro metri, create dell’artista Marcin Rusak, ispirate alla fioritura delle orchidee, che nella seconda vita passeranno dalle gallerie all’agricoltura diventando fertilizzante naturale. In un futuro prossimo potrebbero non essere solo statue a essere fatte di questo PLA, ma anche posate e stoviglie, supporti medici, packaging.







