Milano, 19 giu. (askanews) – Quando tecnologia e creatività dialogano, nascono nuovi modi di progettare. Alla Terrazza Aperol, nel cuore di Milano, design e stampa 3D si incontrano per trasformare idee sostenibili in soluzioni visibili e funzionali. Non un esercizio di stile, ma un lavoro preciso su forma, materia e sostenibilità in grado di innescare economia circolare.
Il materiale scelto è il policarbonato riciclato: trasparente, leggero, resistente alla fiamma. E capace di riflettere e diffondere la luce in modo fluido e morbido. Un materiale spesso in secondo piano, ma centrale nell’equilibrio del progetto. La stampa 3D qui non è solo tecnica: è linguaggio.
Claudio Saverino, architetto, partner di Vudafieri-Saverino Partners: “La stampa 3D si inserisce in questo progetto come un grande aiuto a noi e risultato finale grazie alla capacità di poter esprimere delle forme complicate, complesse e di poterle tradurre tecnicamente in modo relativamente semplice”.
Questa tecnica ha permesso di creare oggetti unici come lampadari e rivestimenti per il bancone del bar, sfruttando la capacità del policarbonato di conferire una sensazione di “liquidità” e accoglienza all’ambiente.
Simone Maccagnan, Business Development Manager di EXgineering: “Abbiamo utilizzato una tecnologia che chiamiamo RAM, Robotic Additive Molding, proprio per sottolineare il fatto che fa parte dei molding, quindi come l’estrusione, lo stampaggio iniezione e le altre tipiche tecnologie per la trasformazione in materie plastiche. Abbiamo utilizzato una tecnologia di questo tipo che mette a terra la stampa 3D da un punto di vista industriale, quindi non soltanto conserva le proprietà del polimero e permette di utilizzare esattamente il polimero che era stato scelto al progettista, ma permette anche di dare una libertà di forme raggiungendo forme organiche attraverso la variazione dinamica dello spessore degli strati. Penso che siamo gli unici a riuscire ad avere un livello di definizione di questo tipo, soprattutto col policarbonato”.







