Negli ultimi tempi, le notizie su iniziative che uniscono fashion ed ecologia si sono notevolmente ridotte. Ma è sparito il green o solo il greenwashing?

di Giulia Mattioli

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Riuso, riciclo. Economia circolare. Fibra di banana, di ananas, di mela. Bioplastica. Carbon neutral. Per anni la il vocabolario della sostenibilità è stato al centro nel racconto della moda, del beauty e del lifestyle. Il green era ovunque: nei titoli degli articoli, nelle campagne pubblicitarie, nelle dichiarazioni dei brand, nei report delle aziende. Oggi però, quella centralità sembra essere sfumata, il lessico della sostenibilità compare con minore frequenza nei titoli principali e, quando lo fa, è confinato a ricorrenze simboliche come la Giornata della Terra. La sostenibilità non è più di moda?

La sensazione che l’entusiasmo nei confronti dell’ecologia si sia raffreddato non è soltanto percettiva: nel 2025 diversi osservatori internazionali hanno registrato una contrazione della copertura mediatica dedicata ai temi climatici rispetto agli anni precedenti. Secondo il Media and Climate Change Observatory, le notizie ambientali sono diminuite di circa il 14% rispetto al 2024 e di oltre il 35% rispetto al picco del 2021, nonostante gli impatti della crisi climatica siano sempre più gravi ed evidenti. Anche il Reuters Institute ha rilevato un calo dell’esposizione e dell’interesse verso le notizie sul clima in paesi come Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, un andamento che si riflette con chiarezza anche nell’editoria di moda e lifestyle.