La Cop30 si è chiusa (in ritardo) sabato. Ma le polemiche continuano. Perché la conferenza delle Nazioni Unite sul clima è stata caratterizzata da accuse, critiche e scivoloni. Non da ultimo l’errore nelle scelta della mascotte. Gli organizzatori dell’evento che si è tenuto a Belém nello Stato di Pará in Brasile, infatti, hanno scelto come personaggio simbolo una divinità dell’Amazzonia Curipira. E fin qui tutto bene. La scelta di uno spirito protettore della foresta per l’evento sul clima e i cambiamenti climatici (in senso lato: l’ambiente) è perfettamente nella logica delle cose. Peccato che sia la divinità sbagliata. Perché Curipira è cattivo. O almeno dispettoso. Un po’ folletto, un po’ spiritello dei boschi, Curipira è molto birichino. E così nei villaggi amazzonici intorno a Belém non hanno dubbi: l’incendio che ha bloccato per ore i lavori della conferenza per il clima delle Nazioni Unite, distruggendo parte dei padiglioni, è opera sua. Il guardiano della foresta che è raffigurato ovunque in città, con i capelli a forma di fiamma (ricorda un po’ i personaggi di Dragonball) e la lancia, scelto come simbolo della Cop30 su poster e gadget, «si è infuriato quando la trattativa ha perso slancio».
Cop30, un fallimento totale: sbagliano pure le mascotte | Libero Quotidiano.it
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