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24 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:43

L’ennesima richiesta di pratica a tutela dei magistrati attaccati dalla politica. Questa volta al Consiglio superiore della magistratura arriva il caso dei giudici del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, bersagliati dalla destra per la loro decisione di trasferire in comunità i cosiddetti “bambini nel bosco“, tre minori che vivevano insieme ai genitori in un rudere senza luce, acqua e gas in Abruzzo: con un atto depositato lunedì mattina al Comitato di presidenza, 19 membri togati del Csm (tutti tranne uno, Bernadette Nicotra della corrente “di destra” di Magistratura indipendente) chiedono all’organo di assumere una posizione ufficiale a difesa dei colleghi. A firmare l’atto anche i membri laici Ernesto Carbone (in quota Italia viva), Michele Papa (M5s) e Roberto Romboli (Pd), per un totale di 22 consiglieri su trenta elettivi. Nella richiesta si citano le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che ha parlato di “un sequestro” e ha detto di voler parlare personalmente con i giudici, e quelle del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha annunciato “accertamenti profondi” (cioè ispezioni) sul caso. “Tali affermazioni, provenienti da rappresentanti di pubbliche istituzioni, trascendono la legittima critica a un atto giudiziario e finiscono per colpire direttamente l’operato dei magistrati del Tribunale per i minorenni, esponendoli a una indebita pressione anche mediatica“, si legge.