Questa settimana, la nostra storia non è anonima. A parlare è una donna che, dopo aver perso il lavoro a 45 anni, ha fondato una start up che impiega solo over 50 o perfino 60. Il punto di svolta? Una frase sentita nella sua serie tv preferita

di Veronica Mazza

“Per me il lavoro è stato sempre importante. E per portarlo avanti al meglio ho incontrato anche tanti ostacoli. Ho iniziato il mio percorso professionale in Romania e poi ho proseguito in Italia, dove le difficoltà non sono mancate. Ero una giovane donna straniera e ho dovuto affrontare tanti pregiudizi perché il mio ambiente lavorativo era prevalentemente maschile. Alla fine, la mia carriera ha comunque iniziato a decollare e io mi sentivo appagata e soddisfatta, finché non è arrivata la pandemia. Da un giorno all’altro ho perso il lavoro e mi sono ritrovata a 45 anni senza sapere cosa fare della mia vita”.

“Volevo dimostrare che il talento non ha data di scadenza. Dopo i cinquant’anni non si deve sopravvivere al lavoro, ma rinascere attraverso di esso. Nel team di Sempi c’è chi ha lasciato una grande azienda dopo trent’anni, chi ha cambiato vita, chi a 70 anni gestisce i progetti di innovazione con più curiosità di un ventenne. Li ho scelti perché conoscono la vita, non solo i software. E perché a questa età non si compete più: si collabora, si ascolta, si cresce insieme. Mi piace definire questo approccio leadership gentile. È fatta di chiarezza, empatia, semplicità. Citando Leonardo da Vinci, ho imparato che la semplicità è la suprema sofisticazione: ti costringe a scegliere ciò che conta davvero. Non serve essere aggressivi per essere efficaci. Serve saper guardare negli occhi le persone, e ricordarsi che dietro ogni risultato c’è sempre una storia. La mia storia si può riassumere in quel “Potevo. Volevo. Dovevo”. È il mio promemoria quotidiano. Mi ricorda che la rinascita non è tornare come prima, ma scegliere di nuovo chi vogliamo essere. L’ho scritto sul muro del mio ufficio, accanto alle lavagne e alle piante. Ogni volta che lo leggo penso a quella donna di 45 anni seduta sul divano. E le sorrido. Perché aveva paura, ma non si è arresa”.