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22 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:50

La notizia meritava ben altra eco mediatica, ma soltanto i due maggiori quotidiani economici (Il Sole 24 Ore e Italia Oggi) l’hanno rilanciata, e per di più solo con due trafiletti. Eppure l’annuncio ha del clamoroso: la “morte annunciata” della Legge Franceschini, la norma che dal 2016 disciplina l’intervento pubblico nel settore cine-audiovisivo, avendo portato il sostegno statale dai 400 milioni di euro del primo anno fino al picco dei 750 milioni del 2022 (circa 700 milioni nel 2025).

Giovedì mattina 20 novembre, la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha usato formule che non lasciano margini interpretativi: basta “toppe”… servono “tetti” alle varie linee di finanziamento… occorre una legge “interamente riscritta”, perché quella attuale sarebbe diventata un “mostro”. Testuale: “abbiamo già messo tante regole dove c’erano criticità, ma va rivista tutta la norma. Dal prossimo anno non esisterà più la Franceschini. È inutile continuare a mettere toppe, perché alla fine si rischia di creare solo un mostro” (sic).