La Cassa dottori commercialisti (Cdc) ha celebrato a Roma il suo XVI forum dedicato a temi di grande attualità quali sostenibilità, demografia e fiscalità, nel quadro di una transizione che deve essere il più possibile sostenibile a beneficio delle nuove generazioni. Secondo il presidente dell'Ente previdenziale Ferdinando Boccia, visto che siamo "di fronte a trasformazioni globali che ridefiniscono demografia e lavoro, è necessario tornare ad avere una visione più ampia e trasversale, costruendo strumenti previdenziali flessibili, capaci di accompagnare carriere sempre più discontinue, in un costante confronto con le Istituzioni". Ecco perché "la Cassa dottori commercialisti continua a impegnarsi per una previdenza sostenibile e per la coesione intergenerazionale e per garantire un sistema pensionistico equo". All'indomani della diffusione delle cifre dei bilanci di previsione approvati dall'assemblea dei delegati (il budget 2026 e la seconda revisione di budget del 2025), con la stima, al 31 dicembre del prossimo anno, di un'ascesa della platea (i professionisti iscritti, infatti, "ammonteranno a 74.288 con l'ingresso previsto di 1.700" nuovi associati, si legge), Boccia ha sottolineato che "le scelte di oggi determinano infatti la stabilità di domani, soprattutto per i giovani che affrontano una professione in rapido cambiamento. Ogni trasformazione può diventare occasione di innovazione, se sappiamo interpretarla e anticiparla. Per questo la Cassa dialoga con le università e con le future generazioni, convinta che la formazione sia una leva strategica", ha proseguito. Nel corso dell'iniziativa capitolina, poi, il professor Alessandro Trudda, responsabile del Centro studi della Cdc, ha presentato l’analisi “I futuri iscritti alle Casse di previdenza: un modello previsivo”, per la quale è stato elaborato un modello matematico-statistico nuovo che considera i molteplici passaggi che i liberi professionisti dell'avvenire devono affrontare prima dell’iscrizione all'Ente pensionistico (laurea, tirocinio, esame di Stato, iscrizione all’Ordine professionale). E l’applicazione del modello al precedente bilancio tecnico della Cdc al 20 dicembre 2023 (con proiezioni 2023–72) mostra risultati che confermano la sostenibilità finanziaria dell’Ente dei dottori commercialisti in tutto il cinquantennio considerato.Nel 2026 la Cdc, inoltre, stima un avanzo di amministrazione "pari a oltre 813 milioni", e per finanziare il welfare strategico per gli iscritti "ha previsto l'investimento di 40 milioni, il più alto mai stanziato nella storia dell'Ente" (quest'anno è stato di 33 milioni); fra le iniziative assistenziali avviate, Boccia ha sottolineato il valore del recente "contributo per il tirocinio professionale: un ulteriore passo concreto a sostegno dei giovani e del futuro della nostra professione. Per la prima volta nella sua storia la Cassa ha investito 5 milioni a favore di un'unica iniziativa".Dal palco del forum, infine, il vertice dell'Ente ha tenuto a ricordare un passaggio fondamentale, ovvero che "nel 2004" la Cassa è passata al sistema di calcolo contributivo della pensione, con "coraggio e responsabilità", anche perché "basta un dato per farlo comprendere: chi è andato in pensione col retributivo ha recuperato mediamente tutto quello che ha versato in tutta la vita lavorativa nell'arco di due anni". E, ha scandito, chi percepisce l'assegno calcolato col meccanismo più generoso "è stato da allora", ossia da quei due anni "in avanti sulle spalle delle collettività", ha chiuso Boccia.
Cassa dottori commercialisti, 'previdenza equa e sostenibile' - Economia - Ansa.it
Boccia a XV forum dell'Ente; via a modello previsivo su iscritti (ANSA)










