Pene per oltre 38 anni di carcere sono appena state inflitte dal tribunale di Torino al termine del processo preliminare sulle infiltrazioni mafiose a Moncalieri e Carmagnola e nel sindacato Filca-Cisl (costituito parte civile). Francesco D'Onofrio, considerato dagli inquirenti uno dei “capi della ‘ndrangheta in Piemonte”, è stato condannato a 11 anni e 10 mesi.
Francesco D’Onofrio: “Sono un nonno con due pistole ma la ’ndrangheta mi fa schifo”
di Giada Lo Porto
L'ex sindacalista Cisl Domenico Ceravolo, ritenuto una sorta di factotum dei boss, dovrà scontare 8 anni, 10 mesi e 20 giorni. E ancora 6 anni, 10 mesi 20 giorni per Rocco Costa; per Antonio Serratore è stata aumentata la pena in continuazione di 3 anni e 8 mesi. Per Claudio Russo la condanna è a 7 anni e 6 mesi.
Le accuse, mosse a vario titolo dai pm Mario Bendoni, Paolo Toso e Marco Sanini, vanno dall’associazione di stampo mafioso, estorsioni, ricettazione e detenzione di armi: secondo l’accusa, il boss D’Onofrio e i suoi complici si sono infiltrati si sarebbe infiltrata nei settori edilizi, immobiliari, dei trasporti e della ristorazione.






