Dolcissime, colorate e decorate. In due parole, e due versioni, ecco la cassata e la cassatina. Che fanno gola in due diverse regioni come la Sicilia e la Campania unite da queste dolcezze in punta di palato appena celebrate all'Hotel Vesuvio di Napoli nell'evento dedicato ai "Dolci delle Feste dei grandi interpreti" ideato da Mulino Caputo. Un concentrato di coccole riservate ai golosi irriducibili che dopo tanti omaggi ai simboli della pasticceria campana, dagli struffoli ai mostaccioli, dal babà alla pastiera, nella sua 14esima edizione ha dato lustro anche a questi capolavori che appartengono di diritto, e di gola, a quella miniera di gusto che è il sud. In particolare il Regno delle due Sicilie dove cassate e cassatine ora si mangiano tutto l'anno e a Natale affiancano panettoni e pandori.
Come potrebbe accadere nel resto d'Italia dove negli ultimi anni pranzi e cenoni natalizi diventano sempre più "inclusivi" accogliendo dolci di altre tradizioni regionali. "Si possono spedire ovunque. E con un po' di impegno si possono anche fare in casa, l'importante è che tutti gli ingredienti siano di grandissima qualità" spiega a Il Gusto Santi Palazzolo il pastry chef guest, ovvero l'unico ospite proveniente da fuori Campania arrivato da Cinisi, Palermo.







