Si chiama come l'amatissimo santo patrono di Napoli e anche solo per questo Gennaro Esposito non poteva non esserci nella giuria del contest "San Gennà… Un Dolce per San Gennaro". Lo chef, anima del ristorante 2 Stelle Michelin "La Torre del Saracino" a Vico Equense, rivendica con un sorriso questo "diritto". E lo conferma a Il Gusto alla finalissima del concorso organizzata al Renaissance Hotel Mediterraneo del capoluogo campano, con il Vesuvio a far da giurato vigile sullo sfondo. "Si certo che sto qui di diritto, per il mio nome (e ride con gli occhi, ndr). Mi sento rappresentatissimo da questo nostro santo e molto orgoglioso di essere in un evento così concentrato sull'artigianalità, sul valore delle mani e sul pensiero creativo di questi giovani chef pasticcieri per trovare, inventare, creare un dolce che ricordi San Gennaro. E farlo con attenzione e una giusta creatività, perché comunque siamo a Napoli, dove la tradizione è molto forte".

Non c'è, chiediamo, un piatto salato dedicato al santo del famoso miracolo del sangue che si scioglie (l'appuntamento attesissimo ogni anno da tutti i napoletani è fra pochi giorni, il 19 settembre)? "Lui è, come dire, un po' in tutti i piatti che facciamo per il senso di appartenenza, questa gratitudine che abbiamo per la nostra terra e che si concentra in San Gennaro", risponde Esposito chiamato a giudicare insieme ai maestri pasticcieri Sal De Riso e Sabatino Sirica, e ad Antimo Caputo, Ceo del Mulino omonimo, promotore del contest, i sette finalisti del concorso, tutti molto giovani, due donne e cinque uomini. A loro è stato chiesto di ideare e realizzare una monoporzione inedita dedicata al santo partenopeo. Spazio alla fantasia ma su uno schema con precise regole: utilizzare una delle farine Mulino Caputo e due ingredienti dai colori precisi, uno rosso come il sangue simbolo del famoso miracolo e uno giallo, a ricordare l'epiteto popolare di “faccia gialla”.