San Gennaro, il prodigio è a tavola. In attesa che si compia il miracolo che tiene da sempre la città con il fiato sospeso, il patrono di Napoli ha ispirato i pasticcieri campani, in un intreccio – al solito fatale – tra sacro e profano, che solo qui trova puntuale e intrigante compimento. In 7 si sono così sfidati ieri, contendendosi il titolo del contest “San Gennà… Un Dolce per San Gennaro”, un’iniziativa targata Mulino Caputo, ottava edizione per un format originale: inventare un dolce che omaggi il santo patrono, senza limiti alla fantasia.
Ai partecipanti viene chiesto di realizzare una monoporzione inedita, utilizzando una delle farine Mulino Caputo e un ingrediente di colore rosso (simbolo del miracolo del sangue, naturalmente) e uno di colore giallo (in riferimento all’epiteto popolare di “faccia gialla”), scelto tra quelli prodotti dall’azienda Santorè, specializzata nella lavorazione della frutta. Un’idea nata per colmare un vuoto nella tradizione pasticcera partenopea: qui mancava, del resto, un dolce dedicato espressamente al santo patrono.
E dunque sul Roof Garden Angiò del Renaissance Naples Mediterraneo ecco sfilare una lunga e profumatissima teoria di lievitati, pasticciotti, tarte choux, pan di spagna, cake agli agrumi, babà rielaborati ad hoc, tartellette di pasta sablée, cialde di sfogliatella e così via, accuratamente assaggiati da una giuria tecnica composta da Sal De Riso, Gennaro Esposito, Sabatino Sirica e Antimo Caputo. Che sorride orgoglioso: “Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti da questo contest e per la presenza, tra i concorrenti, di giovani talenti pasticcieri capaci di infondere entusiasmo, estro e creatività e di apportare significativi elementi di innovazione”.






