Roma, 18 nov. (askanews) – In linea con la posizione della Fao, FederBio lancia un appello ai leader internazionali riuniti alla COP30 che si sta svolgendo a Belém, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana, affinché i sistemi agroalimentari sostenibili e resilienti vengano riconosciuti come soluzioni essenziali per ridurre l’impronta climatica e nutrire le persone rigenerando il pianeta.
“È particolarmente significativo che, per la prima volta nella storia delle COP, due giornate verranno dedicate ad agricoltura e cibo – sottolinea in una nota Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – L’emergenza climatica e i sistemi alimentari sono due facce della stessa medaglia. L’impatto negativo delle pratiche intensive su ambiente, clima ed economia è ormai evidente a tutti. È dunque urgente trasformare il modo in cui coltiviamo, distribuiamo e consumiamo cibo. Il tempo per agire si sta esaurendo per cui sollecitiamo COP30 ad assumere impegni vincolanti e azioni concrete per convertire i sistemi agricoli intensivi, responsabili di oltre un terzo delle emissioni di CO2 e del degrado degli ecosistemi, in modelli sostenibili”.
Federbio ricorda che diversi studi scientifici attestano che l’adozione di pratiche agroecologiche produce molteplici benefici sul piano climatico, ambientale e sociale, rigenerando la fertilità del suolo e incrementando la biodiversità. “Centrare gli obiettivi climatici e garantire cibo sano per tutti è possibile: occorre mettere al centro dei negoziati gli investimenti in agroecologia e politiche per la sicurezza e la sovranità alimentare, valorizzando le filiere locali del cibo e le comunità rurali”, spiega la presidente.












