di Marco PrincipiniIncentivare sistemi produttivi sostenibili, in grado di ridurre l’impatto ambientale e proteggere le risorse fondamentali per la vita. FederBio lo ha sottolineato anche in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, che quest’anno ha avuto come focus il contrasto alle minacce climatiche e le soluzioni basate sulla natura.Un ruolo centrale è affidato all’agroecologia, di cui l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentano le espressioni più avanzate: metodi in grado di rigenerare i suoli, tutelare la biodiversità e rendere i sistemi agricoli più resilienti agli eventi estremi. FederBio cita studi come il ‘Farming systems trial (Fst)’, il più lungo progetto di ricerca condotto dal Rodale Institute, che da 45 anni mette a confronto produzione biologica e convenzionale, secondo cui l’agricoltura biologica è in grado di incidere positivamente sulla mitigazione climatica, ad esempio attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra. E la sperimentazione comparativa Dok Trial, condotta dall’Istituto FiBL in collaborazione con Agroscope, una delle più estese e durature, che dal 1978 mette a confronto sistemi di coltivazione biologici, biodinamici e convenzionali e che attesta che i suoli coltivati senza chimica di sintesi contribuiscono a ridurre l’impatto climatico dell’agricoltura. "Cibo e clima sono indissolubilmente legati. Siccità, alluvioni e altri impatti meteo estremi stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – Il cambiamento climatico è una realtà che colpisce ogni giorno agricoltori, territori e comunità. Gli impatti del clima impongono un cambio di paradigma. Non serve produrre di più per poi sprecare, bisogna produrre meglio, proteggendo le risorse da cui dipende il futuro dell’agricoltura stessa. La tutela del Pianeta passa anche dalle scelte del cibo che portiamo in tavola. Sostenere il biologico significa premiare un’agricoltura che lavora con la natura, non sfruttandola". E ancora: "La transizione verso sistemi bio è una leva decisiva per contrastare desertificazione, erosione e degrado ambientale. Per accelerare questo cambiamento serve, però, un impegno condiviso, capace di incentivare un sistema agroalimentare più sostenibile, in grado di garantire sicurezza alimentare e climatica" conclude Mammuccini.