Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

17 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:40

L’ennesima figuraccia della nazionale contro la Norvegia almeno ha un merito: spazzare via la narrazione spinta ultimamente dalla FederCalcio, dal ct Gattuso al disperato presidente Gravina, e sposata da troppi commentatori accondiscendenti, che non andiamo ai Mondiali per colpa del regolamento. Che è assurdo rimanere fuori per una sola sconfitta (intanto sono diventate due). Che il girone in Sudamerica è più semplice e che ci sono troppe africane. Una retorica insopportabile, piagnona e anche vagamente suprematista quando sostiene una presunta superiorità del pallone europeo rispetto agli altri continenti, smentita ancora una volta dal campo.

Nelle ultime settimane sono stati tirati in ballo troppi argomenti, tutti sbagliati, per giustificare il fallimento azzurro. Il regolamento è quello, uguale per tutti. Questa è la terza edizione di fila che non vinciamo il girone di qualificazione, pur partendo per due volte su tre dalla prima fascia: non potrà essere sempre un caso. Chi rivendica le 6 vittorie in 8 partite, dimentica volutamente di ricordare che proprio per come è concepito il format europeo, tutte le altre avversarie a parte la Norvegia erano ridicole. E poi non risulta che Turchia e Slovacchia, nazionali che hanno fatto un percorso simile all’Italia e con tutta probabilità pure dovranno passare dagli spareggi, stiano frignando come noi.