Svanite le ultime, minime, speranze di strappare il pass diretto per i Mondiali 2026, l'Italia si prepara alla sfida contro la Norvegia in un clima quantomeno particolare.

Un po' perché lo scontro diretto di domenica a San Siro si è trasformato in poco più di un'amichevole, importante solo in chiave ranking (che servirebbe in caso di qualificazione ai Mondiali nel sorteggio dei gironi per partire in prima fascia). Un po' perché restano gli strascichi di quanto successo durante la gara vinta contro la Moldavia.

La prestazione degli azzurri infatti non è piaciuta, usando un eufemismo, ai tifosi presenti a Chisinau. E a poco è servito che in campo sia arrivata la sesta vittoria di fila, perché le speranze erano diverse. Dopo i fischi durante la partita, la risposta del ct Gattuso non si è fatta attendere: "È una vergogna che ci dicano andate a lavorare, non lo accetto ma noi andiamo avanti".

"Non si può dire 'vergogna' a uno spettatore che fischia", la replica del presidente del Senato Ignazio La Russa. "Non voglio fare polemica. Gattuso ha ragione quando dice che in vista della speranza di andare ai Mondiali dobbiamo unirci e sostenere la nazionale. Ma anche i fischi degli spettatori possono essere uno stimolo finché non sono violenti", ha aggiunto. "Ho visto la partita, ma non voglio entrare in questo tipo di polemiche. Posso solo dire che ormai mi sembra tutto esagerato, si esagera tutto quanto", le parole invece dell'ex ct Dino Zoff all'ANSA. "Ha esagerato Gattuso oppure i tifosi con i cori? Sono esagerazioni sia dall'una che dall'altra parte, in questi casi non c'è mai chi ha torto e chi invece ha ragione", ha concluso.