E adesso andate via, egregi signori del calcio italiano. C'è un limite a tutto, diamine. Anche la Bosnia, dopo Svezia e Macedonia del Nord, ci estromette dai Mondiali. È la terza volta consecutiva, ora basta. I responsabili di questo definitivo disastro devono andarsene, e al più presto. Altro che azzurro tenebra, che fu la definizione di Giovanni Arpino per i terribili Mondiali del 1974, a cui almeno avevamo partecipato: questo è azzurro vergogna, è il minimo storico, è l'onta suprema. La tristissima partita in Bosnia, infarcita di errori e di inadeguatezze dei nostri giocatori, conclusa con rigori grotteschi, sancisce l'ora più buia in 116 anni di vita della Nazionale, oltre un secolo di tradizione, di eroi e di palpiti, e milioni e milioni di tifosi la cui passione ebbe un senso perché eravamo il grande calcio italiano, e andavamo a testa alta nel mondo, si vinceva e si perdeva ma per Giove, eravamo l'Italia, gli Azzurri.
Ora nel calcio non siamo più nulla, non contiamo più nulla, le invasioni barbariche ci hanno raso al suolo. Quindi fateci questo grandissimo piacere, voi ex imperatori con i vostri cortigiani, che sono anche parecchi: dimettetevi, andatevene. Tutti. I dirigenti che ci hanno condotto fino a questo abisso, e tutte le componenti del calcio che non più tardi di un anno fa avevano rieletto questi vertici con la grottesca percentuale del 98%, che vergogna; il ct Rino Gattuso, che è l'ultimo responsabile del disastro e il meno colpevole; e gli stessi calciatori, ovviamente.










