Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

14 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:04

A pochi giorni dagli attacchi di Giorgia Meloni contro l’ipotesi di una patrimoniale – evocata sabato scorso per sviare l’attenzione dagli sgraditi rilievi sulla legge di Bilancio, il tema ricompare nel dibattito parlamentare. Tra gli emendamenti alla legge di Bilancio spunta infatti la proposta di Avs per un’imposta sulle grandi ricchezze. La proposta del senatore Tino Magni punta a introdurre un'”imposta ordinaria unica” con aliquota unica dell’1,3% sulla ricchezza netta superiore a 2 milioni di euro, calcolata tenendo conto di immobili, investimenti e altre attività di natura finanziaria – al netto delle passività finanziarie – detenuti sia in Italia sia all’estero.

L’emendamento prevede l’obbligo annuale di dichiarazione dei patrimoni, con sanzioni dal 3 al 15% del non dichiarato in caso di omissione, e stabilisce che gli immobili inclusi nella nuova imposta non siano soggetti a Imu e Tasi. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, un decreto del ministro dell’Economia dovrà definire i criteri di valutazione di immobili, strumenti finanziari, partecipazioni e liquidità. Le entrate verrebbero destinate, ripartendole in quattro quote uguali, a sanità, istruzione, adattamento climatico ed edilizia residenziale pubblica.