Mani in pasta ma anche in rete. Una storica pasticceria milanese ha deciso di raccontarsi in una docuserie online partendo dalle proprie persone, quei maestri pasticcieri che studiano, impastano e realizzano capolavori. Un modo per celebrare l’azienda e per ricordare il suo fondatore. Un pezzo di storia che edifica pezzi di futuro. La pasticceria Martesana è stata fondata sessant’anni fa in una delle zone più iconiche del capoluogo meneghino, in quell’omonimo Naviglio che scorre a vista. Qui il maestro pasticciere Vincenzo Santoro apre la bottega nel 1966. Ora l’azienda conta cinque punti vendita tra Milano e Como, una squadra di un centinaio di persone, tra cui una trentina di pasticcieri e un fatturato di 7,6 milioni di euro. Il prodotto di people storytelling si chiama Lievito Padre, omaggio al fondatore startupper d’altri tempi. «Abbiamo messo al centro le persone e la loro unicità, che si riflette ogni giorno nell’eccellenza dei dolci che realizziamo nel nostro laboratorio. Qui non ci sono processi automatizzati: ci piace mettere le mani in pasta. Ad esempio in scena c’è il lavoro dei nostri lievitisti, maestri che conoscono la chimica del lievito madre e ne guidano lo sviluppo fino a dare vita alla perfetta maglia glutinica di un impasto», afferma Marco Marsico, Head of Sales & Marketing di Martesana. La serie in cinque puntate è stata girata interamente nei laboratori. «Con questa serie vogliamo rafforzare il senso di appartenenza e la reputazione del brand. La dimensione umana genera interesse e aumenta la desiderabilità. C’è anche un tema di valorizzazione delle arti e dei mestieri storici», precisa Marsico.
Volti veri per storie credibili, dipendenti sempre più narratori
Dalle botteghe ai grandi gruppi, la comunicazione evolve nell’ottica della trust economy






