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13 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:15

“Sono con voi in tutto e per tutto, considero l’atto di censura contro di te la prova che stiamo vivendo in un regime fascista. È inutile che si offendano o dicano che si esageri, questo è fascismo”. È l’incipit dell’intervento di Moni Ovadia al convegno dello storico Angelo d’Orsi, “Russofobia. Russofilia. Verità”, che si è tenuto in un affollatissimo circolo Arci “La Poderosa” dopo la sua cancellazione dell’incontro al Polo del Novecento.

L’artista e scrittore non ha usato giri di parole per commentare la soppressione della conferenza a seguito della mobilitazione di Europa Radicale, +Europa, delle associazioni ucraine, nonché degli interventi di figure nazionali come Giorgio Gori (Pd), Pina Picierno (Pd) e Carlo Calenda (Azione): “Tappare la bocca a chi esprime opinioni è una cosa inimmaginabile. È naturalmente censura preventiva. Tutti leccano il sedere agli Stati Uniti, ma negli Stati Uniti c’è il Quinto Emendamento: non puoi fare niente contro uno che non ha ancora parlato. Da noi è peggio”.