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Ultimo aggiornamento: 15:18
Durissimo commento di Moni Ovadia sull’annullamento del concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev alla Reggia di Caserta: intervenuto alla trasmissione Battitori Liberi, su Radio Cusano Campus, l’intellettuale e artista italo-ebreo attacca frontalmente la decisione della direzione del monumento campano, che ha ritirato l’invito al maestro moscovita in seguito alle polemiche sollevate da figure istituzionali, su tutte la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, e da una lettera firmata da oltre 700 premi Nobel, artisti e intellettuali.
“È stata un’idiozia senza confini. Noi così andiamo veramente a diventare l’epitome del ridicolo”, dichiara Ovadia. Non comprende le ragioni della cancellazione del concerto e definisce l’intera vicenda “una forma di asservimento alle logiche del politicismo più squallido”. Gergiev, afferma, è “uno dei più grandi direttori d’orchestra viventi” e ascoltarlo “dovrebbe essere una priorità, perché tutto ciò che si fa nell’ambito della cultura rende migliore l’umanità”.
Per Ovadia, l’esclusione del maestro russo rappresenta il sintomo di un clima politico deviato: “Noi italiani con questo boicottaggio alla Russia facciamo una delle cose più idiote di tutta la nostra storia. Se c’è un popolo che ama l’Italia e gli italiani con la loro cultura, questi sono i russi. Non esiste un altro popolo al mondo che ci ami quanto loro”. Per questo, sostiene, l’Italia dovrebbe guardare alla Russia “come si guarda a un futuro delle cose più belle possibili”. Invece, accusa, “ci siamo appecoronati a questa logica della Nato, che infligge sanzioni su sanzioni alla Russia mentre contro il genocidio che Israele sta perpetrando nei confronti del popolo palestinese non alza neanche un’unghia”.








