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Ultimo aggiornamento: 17:02

Doveva essere un incontro per pochi aficionados, “una sessantina di persone”, dice lui. Invece il convegno “Russofobia. Russofilia. Verità” di Angelo d’Orsi, storico gramsciano, accademico di lungo corso ed ex candidato sindaco per Rifondazione comunista, si trasforma in un incontro da oltre 300 presenze, con gli organizzatori costretti a piazzare gli amplificatori nel cortile del circolo Arci “La Poderosa” per permettere a tutti di ascoltare.

Un trasloco forzato: l’evento, previsto al Polo del Novecento, simbolo della memoria resistenziale torinese, era stato cancellato dopo le pressioni di +Europa, dei radicali, delle associazioni ucraine del territorio e, soprattutto, di alcuni big nazionali del centrosinistra.

In piazza Carignano, poche ore prima, la contromanifestazione: una ottantina di presenti, tra radicali, +Europa, esponenti pro-Ucraina e qualche bandiera di Azione. Lo slogan: “Torino non russa”. Al centro del mirino, l’iniziativa di d’Orsi, bollata da più parti come “evento putiniano”.