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Ultimo aggiornamento: 17:44
Sovente avvenimenti torinesi segnano uno spartiacque, un prima e un dopo. In particolare per quanto riguarda la storia del movimento operaio. E’ così anche stavolta. I fatti sono semplici: di fronte ad una iniziativa contro la russofobia di cui era relatore centrale il professor Angelo d’Orsi, la mobilitazione di Calenda, di Più Europa e della Picerno (Pd) hanno determinato in concorso del sindaco di Torino Lorusso (Pd) e del Polo del ‘900 l’abolizione dell’iniziativa stessa. Qui un video in cui D’Orsi racconta l’intera vicenda.
In seguito alla cancellazione l’iniziativa è stata riprogrammata per la stessa data – il 12 novembre alle ore 21 – presso il circolo Arci La Poderosa in via Salerno a Torino con la diretta via web. Non pago di aver ottenuto la cancellazione del dibattito al Polo del ‘900, Calenda, dopo essersi tatuato simboli neonazisti sull’avambraccio, ha adunato il suo manipolo di fedeli torinesi per venire a contestare il dibattito nella nuova sede. Di fronte a questi fatti vorrei far notare tre cose:
– L’indegna gazzarra che è stata montata contro il dibattito sulla russofobia nella sede del Polo del ‘900 non è stata organizzata dai fascisti ma da esponenti “liberali” generalmente di centro sinistra ed ha trovato gli attori principali nella deputata europea Picerno e nel sindaco di Torino Lorusso, entrambi del Pd. E’ abbastanza impressionante che nella città di Gobetti una serie di potenti personaggi che si dipingono tutti come liberali abbia come obiettivo quello di impedire un dibattito. Vi è una significativa degenerazione se i liberali, da sempre palesemente disinteressati ai diritti sociali, oggi, arruolati come sono nelle falangi isteriche di chi vuole spezzare le reni alla Russia usando i poveri ucraini come carne da macello, abbandonano anche la difesa dei diritti civili e della libertà di parola. E’ un salto di qualità che è bene tener presente perché ci dice che la tendenza alla demolizione della democrazia non è propria solo della destra di origine fascista ma è propria anche di questa nuova destra di origine liberale. Che sia collocata nel centro sinistra non cambia di una virgola il problema, anzi.






