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Ultimo aggiornamento: 11:05
di Angelo Palazzolo
Durante la grande e pacifica manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, un migliaio di facinorosi ha trasformato Torino in un campo di battaglia. A oscurare il senso e le ragioni di una protesta partecipata e non violenta è stata una minoranza organizzata, che ha messo a ferro e fuoco la città.
L’immagine simbolo di quella giornata — la più drammatica e la più rilanciata — è stata quella di un poliziotto di 29 anni, isolato, circondato, colpito ripetutamente e aggredito con un martello. Un video diventato virale in pochi minuti, capace di suscitare un’indignazione trasversale, condivisa da persone di ogni orientamento politico. Ed è giusto che sia così: quella violenza è inaccettabile, senza attenuanti.














