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16 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:22

“L’Occidente è marcio, non ha più nessuno statuto etico. Ha starnazzato di democrazia andando a guardare in casa degli altri e non ha mai messo gli occhi nel sacco smisurato delle proprie infamie“. Ai microfoni di Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, Moni Ovadia sceglie l’affondo più duro per intervenire sulla bufera che ha investito Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i territori palestinesi occupati. La polemica è nata da un video artatamente troncato e manipolato del suo intervento del 7 febbraio 2026 all’Al Jazeera Forum di Doha. Una frase mai pronunciata è diventata il fulcro delle accuse avanzate da deputati macronisti francesi, poi riprese anche in Italia e Germania. L’associazione Jurdi, a riguardo, ha presentato una denuncia alla Procura di Parigi contro il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot per “diffusione di false notizie”, sostenendo che le sue dichiarazioni abbiano esposto la relatrice a rischi e intaccato l’indipendenza delle Nazioni Unite.

Ovadia puntualizza fermamente: “Francesca Albanese è anche una mia carissima amica, è una donna straordinaria, di una competenza e di una onestà intellettuale come io rarissimamente ho incontrato nella mia vita. E affronta tutte queste aggressioni a testa alta, giustamente, perché quelle accuse sono solo squallidi pretesti. Francesca Albanese – continua – fa i suoi rapporti sulla base della conoscenza e del diritto internazionale, però questo non piace a coloro che del diritto internazionale hanno fatto carne di porco. E quindi la attaccano perché temono il confronto, nel quale verrebbe fuori tutta la verità che Francesca Albanese in anni di lavoro, a cui ha dedicato se stessa, ha fatto emergere. Lei ha stanato l’infamia dell’Occidente”.