“Una catastrofe che travolgerà direttamente migliaia di famiglie di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo” è l’allarme lanciato dal mondo del cinema e dell’audiovisivo. La manovra di bilancio 2026 prevede una riduzione di 150 milioni di euro al Fondo Cinema e Audiovisivo, una misura che rischia di colpire duramente la produzione italiana e, in particolare, il Lazio, cuore dell’industria cinematografica nazionale. Secondo Unita (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), il taglio è «una catastrofe che travolgerà direttamente migliaia di famiglie di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, sia artisti che maestranze, e si irradierà colpendo anche l’indotto». Meno risorse significa meno film, meno serie, meno occupazione.
Tagli al cinema, bufera su Giuli. La mail che smentisce il Mic
di Giovanna Vitale
L’incontro con il Ministero
Ieri, 10 novembre, le associazioni di categoria – produttori, autori e interpreti – sono state ricevute dal Ministro Giuli, dalla Sottosegretaria Borgonzoni e dal Direttore Generale Brugnoni, che hanno assicurato il massimo impegno per recuperare le risorse tagliate. Ma al di là delle dichiarazioni d’intenti la situazione è gravissima. Anche perché lo stesso ministero avrebbe : “Al di là delle buone intenzioni – spiega Unita – le risorse non ci sono e non si troveranno, a meno di scelte drastiche a tutela della creatività, delle imprese e dei lavoratori italiani".
















