Roma, 5 nov. (askanews) – Anica, Apa e Cna Cinema e audiovisivo – rappresentative del 90 per cento della filiera industriale – sollevano l’allarme per i probabili tagli ai finanziamenti al settore e per il cambio delle regole in corso, previsti in legge di bilancio. I provvedimenti, in vigore da gennaio 2026, metterebbero a rischio l’intero comparto del Cinema e dell’audiovisivo. Le tre associazioni del settore chiedono alle Istituzioni un dialogo costruttivo e aperto, per discutere nel merito tutte le possibili, e auspicabili soluzioni che possano scongiurare una grave crisi del settore che metterebbe a rischio centinaia di produzioni e migliaia di posti di lavoro.

“I tagli così come previsti in manovra porterebbero a un licenziamento immediato di circa 124mila lavoratori con un impatto devastante anche sulle loro famiglie. Il credito d’imposta rappresenta l’unico vero strumento di sostegno pubblico che genera un ricavato di 250 milioni di euro. Il mercato dell’audiovisivo, ci tengo a sottolinearlo, vale più di 16 miliardi e ha registrato una crescita del 9,3 per cento rispetto alla crescita nazionale che si è attestata al 2,9. L’alternativa purtroppo sarà la delocalizzazione. Siamo fiduciosi che un recupero possa esserci”, ha dichiarato la presidente di Apa Chiara Sbarigia nel corso della conferenza stampa congiunta convocata d’urgenza alla Casa del Cinema a Roma.