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11 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:12

Da settimana il cinema italiano è in rivolta per i tagli imposti dalla manovra del governo Meloni che peseranno fino a mezzo miliardo. Martedì il ministro ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha dovuto convocare una riunione d’urgenza con i rappresentanti delle associazioni di settore, dopo la bufera innescata dallo stop impresso dalla Ragioneria dello Stato al suo piano per rimpolpare di 100 milioni il Fondo cinema 2026, falcidiato appunto dal drastico taglio inferto dalla legge di bilancio. Oggi però Repubblica svela una mail inviata al ministero dell’Economia il 17 ottobre, secondo la quale sarebbero stato proprio il gabinetto del ministero della Cultura a suggerire “di tagliare di circa un terzo il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo”. Quindi, la richiesta di tagli sarebbe partita proprio dagli uffici di Giuli.

Repubblica scrive che la comunicazione è arrivata al dicastero di Giancarlo Giorgetti da un indirizzo di posta elettronica attribuibile appunto ai diretti collaboratori del ministro della Cultura. Nel testo della mail si legge: “Il complessivo livello di finanziamento dei predetti interventi è parametrato annualmente all’11% delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato registrate nell’anno precedente e comunque in misura non inferiore a 450 milioni di euro annuo per il 2026 e a 400 milioni di euro annuo a decorrere dal 2027”. Quindi la proposta di “decurtare fino a 240 milioni il primo anno e quasi 300 quello dopo. Riportando a regime la dotazione complessiva del Fondo a 400 milioni, dagli attuali 696: lo stanziamento originario stabilito nel lontano 2017, quando entrò in vigore”.