«C’è un patrimonio culturale italiano legato al cavallo che è stato trascurato. Noi ora vogliamo valorizzarlo». La 127esima edizione di Fieracavalli a Verona è anche l’occasione per “rispolverare” i sacri testi dell’ippica e dell’equitazione “dimenticati” sugli scaffali della storica biblioteca del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.
A proporne la riscoperta e lo studio è il direttore generale per l’Ippica del Masaf Remo Chiodi in un convegno svoltosi all’interno delle kermesse equestre veronese: «Nella nostra biblioteca al ministero ci sono oltre 500 volumi che parlano di cultura ippica ed equestre», ha spiegato. «Alcuni sono opere rarissime che risalgono al Cinquecento. Abbiamo costituito un comitato scientifico e attivato borse di studio dedicate, perché la cultura del cavallo torni ad essere un sapere vivo, condiviso e generativo di nuove competenze per il futuro».
Il direttore generale per l'Ippica del MASAF Remo Chiodi
L’idea è quella di coinvolgere anche le università italiane, che rispetto a quelle di altri Paesi a noi vicini, hanno un po’ trascurato lo studio della storica relazione esseri umani-cavalli. Non a caso è stato un esperto francese Pascal Buléon, direttore della Bibliothèque Mondiale du Cheval e presente a Verona, a scrivere di recente una storia dell’equitazione italiana.












