Spendere in armi "il doppio di quanto spendiamo per" azioni green "spiana la strada a un'apocalisse climatica".
E' un duro monito quello che ha aperto la seconda giornata del vertice dei leader alla Cop30 di Belém, in Brasile, ribattezzata la 'Cop della verità'. "Non ci sarà sicurezza energetica in un mondo in fiamme", ha messo in guardia il padrone di casa, Luiz Inacio Lula da Silva, accusando il conflitto in Ucraina di aver "vanificato anni di sforzi per ridurre le emissioni" di gas serra.
Decine di capi di Stato e di governo sono riuniti a Belém - la 'porta d'accesso' dell'Amazzonia brasiliana - in un vertice politico che precede l'avvio della trentesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite, al via dal 10 al 21 novembre. A dieci anni dallo storico accordo di Parigi, gli oltre 190 firmatari sono chiamati a fare il punto sulle promesse mantenute e a trasformare gli impegni in azioni concrete. Transizione energetica, finanziamenti per l'adattamento ai cambiamenti climatici e superamento dei combustibili fossili sono i dossier che hanno dominato le tavole rotonde tematiche che si sono snodate nella seconda giornata di lavori, in cui Lula ha annunciato la creazione di un fondo nazionale che destinerà alla transizione energetica parte dei proventi derivanti dallo sfruttamento del petrolio.














