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Ultimo aggiornamento: 7:55
Rio de Janeiro, 28 ottobre: il Bope (Battaglione di polizia per operazioni speciali) entra nelle favelas della zona nord di Rio de Janeiro dominata dal cartello Comando Vermelho, leader del narcotraffico brasiliano. Il bombardamento di droni da parte dei narcos ferma il primo assalto dei militari che dispiegano rinforzi fino a schierare 2500 uomini tra Bope e polizia civile. È una carneficina: restano sul terreno 121 civili (tra cui alcuni giustiziati dopo che si erano arresi) 4 poliziotti, più altri deceduti per le ferite.
L’operazione di polizia più sanguinosa della storia brasiliana.
Secondo fonti locali, il governatore Castro sarebbe intervenuto dopo una serie di omicidi efferati tra cui una ragazza prima violentata, una madre uccisa con il figlio di pochi mesi e una coppia sequestrata da membri delle bande. Le accuse che hanno fatto seguito alla strage hanno coinvolto il governatore che avrebbe agito senza autorizzazione federale, mentre Lula e Lewandowski (ministro della Giustizia ex membro della Corte Suprema) sono sotto pressione da parte di stampa e opposizione per essersi rifiutati di appoggiare un disegno di legge che equipari gruppi criminosi come CV e PCC alle organizzazioni terroriste, solo per il fatto che questi agirebbero per fini di lucro e non spinti da ideologie.










