Sessantaquattro morti durante ore di scontri a fuoco, autobus incendiati usati come barricate e guerriglia nelle strade della città.

Un'operazione della polizia contro i trafficanti del Comando Vermelho nelle favelas dei complessi di Alemão e Penha ha trasformato Rio de Janeiro in un vero e proprio campo di battaglia, segnando una delle giornate più violente della sua storia recente.

Dopo aver subito l'attacco con perdite senza precedenti statistici e almeno 81 arresti, i criminali della più potente organizzazione criminale carioca, hanno scatenato il caos in tutta la città promuovendo rappresaglie con blocchi stradali improvvisati dalla zona nord al centro storico, usando soprattutto autobus dati alle fiamme per impedire la circolazione. La guerriglia è portata avanti dalle migliaia di affiliati al gruppo che controllano la gran parte delle favelas dalla zona nord, al centro e fino alla turistica zona sud. In alcune aree i criminali hanno imposto ai negozianti di abbassare le saracinesche e sospendere le attività. La preoccupazione cresce in vista delle prossime ore quando l'oscurità potrebbe favorire ulteriori azioni criminali.

Le autorità municipali hanno elevato lo stato di attenzione al livello 2 a causa del caos nella viabilità e dei rischi di sicurezza per la popolazione in transito. Il sindaco Eduardo Paes ha detto che Rio "non può e non sarà ostaggio di criminali che vogliono seminare la paura per le strade".