Brasile, il blitz anti-narcos nelle favelas di Rio si trasforma in una strage: 138 morti. Ira di Lula: «Io all’oscuro»
Guerra dopo l’assalto di 2.500 agenti voluto dal governatore, alleato di Bolsonaro. I trafficanti rispondono con droni-bomba e autobus incendiati: 138 i morti
giovedì 30 ottobre 2025 di Anna Guaita da New York
Rio de Janeiro ha vissuto l’operazione di polizia più sanguinosa della sua storia recente contro il Comando Vermelho, una delle più antiche e potenti organizzazioni criminali del Brasile.
Il bilancio ufficiale è salito a 138 morti, fra cui diversi agenti, e decine di arresti. La maggior parte dei corpi è stata recuperata nei boschi attorno a Penha e al Complexo do Alemão, due grandi agglomerati di favelas nella zona nord. In un primo momento le autorità avevano indicato 64 vittime, il numero è stato rivisto nelle ore successive man mano che arrivavano segnalazioni da obitori, ospedali e residenti. La discrepanza restituisce il caos di una giornata segnata da combattimenti a ondate, barricate improvvisate, imboscate e colpi d’arma da fuoco in mezzo alle case, con scuole chiuse, autobus deviati e una città ricaduta nel coprifuoco di fatto. Scene che molti hanno paragonato a una realtà irreale da videogame come «Call of Duty», con il suo teatro urbano iper-armato.










