Al termine della relazione, infatti, era stato scritto che se fossero stati rispettati tutti gli aspetti di sicurezza elencati, i lavori sarebbero potuti iniziare, dando così parere positivo all’avvio del cantiere. Proprio la Sovrintendenza, dopo aver esaminato la relazione del 30 maggio 2025, ha dato l’ok alla ristrutturazione: «Prima dell’avvio delle opere sono state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi sui solai», ha dichiarato la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nelle ore successive al crollo della Torre dei Conti. Proprio dalla relazione di maggio, quindi, il pool di magistrati romani, composto dai procuratori aggiunti Antonino Di Maio e Giovanni Conzo, e dai pubblici ministeri Fabio Santoni e Mario Dovinola, che coordinano le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo, è partito per cercare di far luce su cosa possa aver fatto crollare parte della Torre medioevale uccidendo l’operaio di 66 anni Octav Stroici, che tra un anno sarebbe andato in pensione. Gli inquirenti, tra l’altro, hanno intenzione di capire quanti operai stessero lavorando sul solaio, quindi se più di due, contravvenendo alle prescrizioni della relazione, o se invece siano stati commessi errori di valutazione dagli ingegneri che hanno redatto il documento.