Probabilmente proprio quelli di cui si è parlato in Campidoglio a febbraio. Ieri la Sovrintendenza ha aggiunto che «in merito ai lavori di restauro della Torre dei Conti non vi è stato alcun ricorso al criterio del massimo ribasso, né la Sovrintendenza capitolina ha mai autorizzato o consentito forme di appalto a cascata». Sei gli affidamenti diretti aggiudicati per i «servizi tecnici» mentre la progettazione esecutiva è stata «affidata a tre diversi operatori, scelti in base alla loro specifica competenza». L’appalto lavori infine ha seguito una «procedura di gara aperta, gestita dalla Società Giubileo 2025 in qualità di stazione appaltante». A vincere sono state Edilerica Appalti e Costruzioni srl e Picalarga srl, specializzate nel restauro di edifici storici.