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Ultimo aggiornamento: 18:05
A un mese dal crollo della Torre dei Conti, uno dei simboli monumentali dell’area dei Fori Imperiali, l’indagine della procura di Roma ha un primo punto fermo. Gli inquirenti hanno iscritto quattro persone nel registro degli indagati: tre architetti – tra cui il responsabile tecnico del progetto – e un ingegnere. Sotto le macerie rimase l’operaio Octav Stroici, 66 anni, morto in ospedale dopo essere stato estratto dall’incessante lavoro dei vigili del fuoco. Gli indagati dovranno ora garantire la loro presenza alle attività tecniche irripetibili, un passaggio necessario alla luce dell’intenzione dei pm di procedere verso una forma di incidente probatorio. Le ipotesi di reato al vaglio sono disastro colposo e omicidio colposo.
La Procura ha affidato ai carabinieri i rilievi tecnici, con particolare attenzione all’analisi delle macerie e alla ricostruzione puntuale della dinamica del crollo. L’obiettivo è verificare se vi sia stata una mancata o insufficiente valutazione della stabilità strutturale dell’edificio, sottoposto a lavori di restauro. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell’area del cantiere, rimuovendo parte dei sigilli per consentire l’avvio della complessa messa in sicurezza. Una porzione della struttura è stata dissequestrata così da permettere ai vigili del fuoco di intervenire sulle zone più instabili, liberare i detriti pericolanti e installare sensori di monitoraggio delle murature.






