La pressione ballerina, anche se i valori sono sotto controllo, potrebbe rappresentare un nemico poderoso per il benessere del cervello dell’anziano. Le oscillazioni della massima da un battito cardiaco all’altro vanno infatti considerati un nemico per i neuroni e più in generale per il sistema nervoso, visto che si associano alla perdita di tessuto proprio nelle aree deputate alla memoria e ai processi cognitivi. Non solo: quando la pressione tende a variare repentinamente e più volte nel corso della giornata si possono anche avere vere e proprie modificazioni dei biomarcatori di sofferenza neurologica nel sangue.

A definire questo quadro, segnalando quanto e come sia importante non solo il controllo dell’ipertensione ma anche degli eventuali “su e giù” ripetuti dei valori, è una ricerca condotta dagli esperti della Leonard Davis School of Gerontology dell’Università della California del sud, coordinati da Daniel Nation. Lo studio è stato pubblicato su Journal of Alzheimer’s Disease e concentra l’attenzione sulla cosiddetta "instabilità dinamica" a breve termine della pressione, ovvero alle variazioni istantanee dei valori nel giro di pochi minuti.

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