Da una parte una certezza assoluta. L’ipertensione è un fattore di rischio per infarto ed ictus e va controllata, con stili di vita e poi con farmaci o altre strategie seguendo i consigli del curante. Dall’altra, l’osservazione di quanto avviene ogni giorno. Per alcune persone, soprattutto se anziane, abbassare troppo i valori pressori può anche comportare un aumento del rischio di cadute, rallentamento dei battiti, sofferenza dei reni. Il tutto, senza dimenticarsi che anche i farmaci antipertensivi, sia pure se con meccanismi diversi, possono indurre effetti collaterali disturbati.
Come comportarsi allora? Prima di tutto bisogna misurare bene massima e minima, considerando il rischio di imprecisione nelle rilevazioni. E poi, caso per caso, studiare un trattamento su misura tenendo presente quanto propone una ricerca condotta dagli esperti del Brigham and Women's Hospital di Boston, coordinati da Karen Smith. Lo studio, apparso su Annals of Internal Medicine, mostra come puntare a un controllo più aggressivo della pressione potrebbe offrire maggiori benefici per la salute di quanto si ipotizzi, superando le ansie legate ad un sovratrattamento delle persone con ipertensione. Ma dice anche che non bisogna esagerare ragionando solo in termini di popolazione. Quel che conta è adattare l’approccio caso per caso.






