Poltrona da sindaco con vista sulla Casa Bianca.
Questo l'auspicio che molti negli Usa fanno a Zohran Kwame Mamdani. All'inizio della campagna elettorale a New York in pochi lo conoscevano, e la sua scalata verso la poltrona più alta della Grande Mela sembrava un miraggio. Ma ora per Zohran 'il rosso' (Trump lo ha soprannominato 'il piccolo comunista') il sogno sta per trasformarsi in realtà.
Nato a Kampala nel 1991, di origini indiane, millennial, socialista, pro-Pal, il suo profilo - in una città da sempre legata all'establishment democratico e anche casa di un certo Donald Trump - appare rivoluzionario. Il trentaquattrenne è figlio di un professore della Columbia University originario del Gujarat e di religione musulmana. La madre è una famosa regista indiana originaria del Punjab. Il secondo nome gli è stato dato dal padre in onore di Kwame Nkrumah, il primo presidente del Ghana. La famiglia si trasferì dall'Uganda a Città del Capo quando Zohran aveva 5 anni. All'età di 7 anni l'arrivo a New York, dove si è diplomato alla Bronx High School of Science e laureato nel 2014 in studi africani presso il Bowdoin College nel Maine, tra i fondatori all'università della sezione locale del movimento Students for Justice in Palestine.











