Zohran Mamdani, l'anti-Trump che alimenta il populismo di sinistra: il caso del candidato sindaco di New York

lunedì 3 novembre 2025 di Guido Boffo

Per Donald Trump è un "comunista". Ma il presidente americano ha rinunciato alla campagna elettorale per impedire a Zohran Mamdani di diventare il primo sindaco musulmano di New York: troppo sbilanciati i sondaggi a suo favore, troppo distanti il vecchio arnese Andrew Cuomo e il candidato repubblicano dal basco rosso, Curtis Sliwa. In fondo, a Trump uno come Mamdani - che non è un comunista ma un socialista democratico - può far comodo in vista delle elezioni di midterm che si terranno il prossimo anno: è sufficientemente radicale da offrire argomenti al radicalismo di destra. Il testimonial ideale di quanto la politica e la società americana si stiano polarizzando, da un estremo all'altro. Il 34enne figlio della regista indiana Mira Nair e dell'accademico ugandese Mahmood Mamdani ha conquistato i cuori della New York liberal, e soprattutto di un ceto medio in difficoltà, con ricette audaci: congelamento degli affitti per alloggi soggetti a "rent stabilization" (si tratta degli affitti regolamentati); messa a disposizione di 200 mila unità abitative a prezzi accessibili; bus urbani gratuiti come misura permanente; apertura di supermercati gestiti direttamente dalla città per calmierare i prezzi dei beni di prima necessità; riqualificazione energetica di edifici pubblici con pannelli solari. Il tutto finanziato con l'aumento delle tasse a carico delle imprese e dei contribuenti milionari della Grande Mela. Per Trump e i suoi Maga è il male assoluto, la prova inconfutabile che uno spettro si aggira per l'America, e per i democratici della tradizione moderata e liberale è una rogna non di poco conto, perché l'esperimento Mamdani potrebbe fare da apripista alla sinistra-sinistra di Alexandria Ocasio Cortez alle prossime presidenziali (alle quali in ogni caso lui non potrebbe candidarsi, essendo nato in Uganda e non negli Stati Uniti).