Roma, 5 nov. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha attaccato duramente i risultati delle elezioni per il sindaco di New York, vinte da Zohran Mamdani, e di diverse consultazioni statali, denunciando presunti brogli e anticipando una serie di sconfitte per il Partito repubblicano nelle prime votazioni di rilievo dopo il suo ritorno alla Casa Bianca. Lo riferisce oggi il Washington Post.
Nella città simbolo della politica e della finanza statunitense, il presidente ha puntato il dito contro la vittoria del democratico Mamdani, che è diventato il primo sindaco musulmano nella storia di New York, superando l’ex governatore Andrew Cuomo. Trump ha reagito insultando gli elettori ebrei che lo hanno sostenuto, scrivendo su Truth Social che “qualsiasi ebreo che vota per Mamdani è uno stupido”. Ha poi definito il nuovo sindaco “un comunista, un folle totale e un odiatore degli ebrei”, accusandolo di voler “distruggere la città”.
Mamdani, 34 anni, di origini indiane e nato in Uganda, ha costruito la sua vittoria su un’alleanza tra giovani e comunità di immigrati, promettendo politiche di giustizia sociale e di redistribuzione. La sua elezione rappresenta per Trump una sconfitta simbolica nella sua città natale, dove ha minacciato di tagliare i fondi federali e persino di “gestire direttamente la città” se la nuova amministrazione dovesse “fallire”.













