Dall’altra parte però i toni sono invece ancora più accesi. Nel day after della vittoria che comunque passerà alla storia, Mamdani (che si insedierà a gennaio) ha detto che «non si farà intimidire dalle minacce del presidente Trump» e che New York «fornirà il manuale su come sconfiggere il tycoon e il suo movimento politico». E secondo quanto riporta il New York Times il primo cittadino della Grande Mela è pronto a farlo anche per le vie legali. Mamdani potrebbe avere poche, se non nessuna, leve per contrastare l'amministrazione Trump, a parte il contenzioso. Il sindaco neo eletto ha promesso di assumere altri 200 avvocati per l'ufficio legale della città, anche per contrastare quello che nella sua campagna elettorale ha descritto come «eccessi presidenziali». «Quindi, Presidente Trump, ascoltatemi quando dico questo: per arrivare a uno qualsiasi di noi, dovrete passare attraverso tutti noi», ha affermato Mamdani. E mentre i mass media americani si interrogano sul «fenomeno» newyorkese, sul quale pochi comunque scommettono in un salto «presidenziale», Trump richiama i suoi. E non tanto per la sconfitta di New York, dove di fatto i repubblicani del Maga non correvano e dove i dem vincono praticamente da sempre, quanto in Virginia. Nello Stato della Cia e del Pentagono i democratici - quelli "autentici" - hanno stravinto. Così come nel New Jersey. E per quanto siano elezioni «locali» e dunque non paragonabili alle presidenziali, occorre dargli il peso che meritano, soprattutto in vista del mid term, previsto l’anno che sta per cominciare e attraverso il quale i repubblicani potrebbero perdere la maggioranza alla Camera. Una partita ben più importante per la Casa Bianca.
Duello a distanza tra Mamdani e Trump. Il sindaco di New York accende lo scontro
Lo scontro tra il neo sindaco di New York Zhoran Mamdani e il presidente Usa Donald Trump era del resto cominciato già da tempo. Un braccio di ...












