Chi conosce l’etimologia delle parole italiane, sa quanta bellezza si può trovare nell’aggettivo perpetuo. Il termine deriva dal latino, dall’unione del verbo «petere», dirigersi, con il prefisso per, che indicava continuità di un’azione. Quindi, letteralmente, perpetuo è appunto qualcosa che procede in modo continuo, che tende a non finire, un po’ come il tempo.

Un dettaglio del calendario perpetuo di Lange 1 di A. Lange & Söhne.

È proprio questa volontà di codificare il tempo continuo come qualcosa di lineare che ha portato, in alta orologeria, a sviluppare una delle complicazioni più affascinanti e meccanicamente sfidanti, il calendario perpetuo. Perpetuo, appunto, ossia in grado di tenere traccia di questo scorrere continuo e progressivo del tempo, catturandone le sfaccettature e le parcellizzazioni cui noi umani lo abbiamo sottoposto. Perché sono tante le variabili di cui deve tenere conto e tutte hanno origine oltre quattro secoli fa, quando Papa Gregorio XIII, con l’elaborazione del cosiddetto Calendario gregoriano, rivoluzionò il modo di misurare il tempo.

Il Lange 1 Calendario Perpetuo di A. Lange & Söhne con cassa in oro rosa.

L’invenzione della complicazione