Cassa, quadrante, movimento e cinturino (o bracciale). Sono questi gli elementi fondamentali che fanno di un orologio quello che è: un segnatempo, certamente, ma anche un mondo in miniatura in continua evoluzione, capace di offrire costantemente diverse interpretazioni sul tema. Come racconta il nuovo numero di 24 Hours. La cover story ha come protagonista Richard Mille, marchio che ha fatto di una visione avanguardistica dell’orologeria la sua firma e che con il modello RM 33-03 Automatico ha interpretato il design rotondo della cassa: per un brand che ha quasi sempre prediletto l’utilizzo della forma tonneau potrebbe sembrare quasi un’eccezione. Che però conferma la regola, visto che il dna del marchio è sempre presente con l’utilizzo di materiali hi-tech e di un nuovo sofisticato movimento meccanico ultrasottile.

Il giornale prosegue con tre segnatempo artistici nel vero senso della parola. Il primo è l’Octo Finissimo Lee Ufan x Bulgari, creato dalla maison italiana con il celebrato artista di origine coreana le cui opere sono presenti in tutti i più importanti musei del mondo. Il secondo, invece, già dal nome spiega tutto: si tratta dell’Andy Warhol Collage di Piaget, ispirato al celebre autoritratto di Warhol del 1986. Il terzo è il nuovo progetto sviluppato da Hublot con l’artista newyorkese Daniel Arsham, il MP-17 MECA-10 Arsham Splash Titanium Sapphire, che nelle linee interpreta nientemeno che una delle tante forme dell’acqua. Poi c’è la collezione Complication Poétique di Van Cleef & Arpels che è tornata a Parigi con l’Arpels Bal des Amoureux Automate in cui due romantici automi ballano e si baciano. Ancora, idealmente, nella capitale francese prima con Chanel e i suoi particolari segnatempo che sono diversi tra loro, ma hanno come tratto distintivo che li unisce il leone: uno dei simboli della maison. Poi con Cartier e i quattro preziosi orologi/gioiello della sua suggestiva linea Tressage. E con Vacheron Constantin che, sempre a Parigi, ha presentato uno stupefacente e monumentale orologio astronomico con un automa-astronomo (è stato anche in mostra al Museo del Louvre per circa due mesi) come ulteriore atto delle celebrazioni per i 270 anni della maison.