Ha vinto premi, ha ribaltato le classifiche e ha conquistato milioni di giocatori con un’idea tanto semplice quanto magnetica. Ma Luca Galante, creatore di Vampire Survivors e fondatore dello studio inglese Poncle, preferisce restare dietro le quinte e continuare a programmare. Lo abbiamo incontrato a Lucca Comics & Games per sbirciare un po’ dietro la maschera che indossa in tutte le sue apparizioni pubbliche per parlare di identità, design, prezzi, industria, Italia e della pressione del “secondo album”.

Perché la maschera e l’anonimato? Non è controintuitivo in un’industria che premia il volto-icona?

Luca Galante: «È più semplice di quanto sembri: non mi interessa essere un personaggio pubblico. Io faccio giochi, non sono una persona di spettacolo, al massimo un imprenditore per necessità e l’esposizione mi pesa, l’idea di essere riconosciuto per strada mi mette a disagio. Però ovviamente devo farmi vedere, devo presentarmi, quindi lo faccio con la maschera perché mi permette di concentrarmi su quello che devo dire e non su come appaio. Non è una strategia, non è stata pensata a tavolino per creare mistero: è una scelta pratica, quasi di igiene mentale, per concentrarmi su ciò devo fare e per non farmi travolgere dal successo, per questo limito anche le mie apparizioni. E poi mi ricorda che sono lì per parlare del lavoro di un gruppo, non per “metterci la firma” sopra come se fosse un’opera individuale. Tra l’altro ingombra tantissimo quella maschera!»