Quando nel 2021 un programmatore italiano con una maschera cominciava a scalare le classifiche di Steam con un giochino da meno di tre euro, senza budget marketing faraonici e senza publisher, in pochi avrebbero scommesso che quattro anni dopo avrebbe vinto tre BAFTA e costruito uno studio capace di influenzare un intero genere. Eppure Luca Galante, in arte Poncle, lo ha fatto. E adesso, con Vampire Crawlers, uscito il 21 aprile su Steam, PS5, Xbox e Nintendo Switch a 9,99 euro, dimostra che il colpo di Vampire Survivors non era il caso fortunato di uno sviluppatore con un solo asso nella manica, ma qualcosa di più vicino a un metodo, una filosofia di lavoro.
Il metodo Poncle
Qualche mese fa, a Lucca Comics & Games, Galante ha raccontato a Italian Tech cosa gli ha permesso di capire così bene come si costruisce un videogioco. La risposta più interessante riguarda la sua formazione. Dopo anni difficili in Gran Bretagna, passati a fare il cuoco nei fast food mentre la sera programmava a casa, lo sviluppatore aveva finito per lavorare in aziende che producevano software per il gioco d’azzardo. «Mi ha insegnato soprattutto cosa evitare», le sue parole. «In UK chi lavora in quel settore fa corsi obbligatori per riconoscere e non usare meccaniche che spingono al gioco problematico. Paradossalmente, certe pratiche di free-to-play non regolato possono essere più predatorie del gambling classico».






