Un capo con problemi di alcol mette a rischio la vita quotidiana e la carriera della nostra lettrice. Silvia Gazzotti spiega come ripartire dopo esperienze simili
di Sarah Barberis
Il 92% delle piccole e medie imprese italiane ha carattere familiare: contesti affettivi basati su logiche relazionali, con un funzionamento interno peculiare. Spesso la gestione del personale è affidata al buon senso del capofamiglia e alla sua visione del mondo del lavoro. Può accadere che questi imprenditori non abbiano aggiornato linguaggio e comportamenti a un contesto che ormai riconosce la parità di genere e promuove condotte lavorative sempre più rispettose dell’individuo, della sensibilità di ciascuno e della sua integrità personale. Allo stesso tempo, le dinamiche familiari disfunzionali possono interferire con l’organizzazione aziendale e comprometterla dall’interno, come mostra la lettera di questa settimana: un padre padrone con problemi di alcol mette a rischio la vita quotidiana e la carriera della nostra lettrice. Silvia Gazzotti spiega come ripartire dopo esperienze simili e sottolinea l’importanza di una gestione delle risorse umane, sia interna sia esterna.
Cara redazione,
questa è l’esperienza lavorativa che ho appena concluso. Per 10 mesi ho lavorato come Direttrice in un piccolo albergo a conduzione familiare, situato in montagna e attivo stagionalmente. Fin dal colloquio, le persone si sono mostrate molto gentili, in particolare la moglie del titolare: una persona squisita e molto generosa. Il marito, invece, si è rivelato piuttosto silenzioso, spesso assopito, con un atteggiamento apparentemente devoto. Mi viene detto che, durante la stagione, la moglie si trasferisce nella principale attività della famiglia, mentre il marito, che vive all’interno della struttura, sarà disponibile soprattutto per le questioni tecniche dell’hotel. La realtà si è però rivelata ben diversa: fin dai primi giorni l’uomo si è presentato ubriaco, inizialmente in modo apparentemente innocuo. Il personale "storico" mi rassicura dicendo che sta attraversando un periodo difficile, ma che la situazione tornerà presto alla normalità. Nei successivi tre mesi, invece, il suo comportamento peggiora drasticamente: è ubriaco per tre giorni consecutivi, assente per uno, e nei tre giorni successivi è aggressivo e verbalmente violento, in particolare con le dipendenti donne. Tutte accettano in silenzio, ma a fine stagione decidono di licenziarsi o di non rinnovare il contratto. Da quel momento inizia per me un vero calvario, anche perché una persona in quello stato è fuori controllo e ha completamente prevaricato negativamente tutto il mio lavoro. Vengo accusata, anche dalla moglie (che rientra solo tra le stagioni invernale ed estiva), di essere la causa dell’allontanamento del personale storico. Le nuove dipendenti assunte si licenziano nel giro di pochi giorni, nel contempo si verifica un turnover di personale assurdo.






