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24 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:40

Lo Stato di diritto è in crisi acuta in tutto l’Occidente, che a lungo si è arrogato di esserne il principale, se non unico, promotore e difensore. Avanzano due modelli che nulla hanno a che fare con la rule of law, quello statunitense-trumpiano e quello genocida israeliano. Ma anche l’Europa fa la sua parte in questa distruzione della legalità, come dimostrato dal ruolo crescente delle lobby corruttrici, si tratti di armamenti, medicinali o altro, che fanno il bello e cattivo tempo a Bruxelles e dintorni, per non parlare dei servizi Nato e nazionali che fomentano con notizie false il clima da guerra in arrivo.

Il controllo totalitario sui media è indubbiamente un obiettivo primario per chi vuole mantenere il popolo bue nella sua condizione di ignoranza e crescente instupidimento. Anche in questo campo il metodo made in Tel Aviv dell’eliminazione fisica dei giornalisti scomodi sta facendo scuola, come dimostrato dall’attentato terroristico che ha colpito Sigfrido Ranucci. Ma ci sono metodi meno cruenti che comportano lo svilimento del diritto all’informazione, dalla concentrazione della proprietà nelle adunche mani di capitalisti dei settori più disparati, dall’immobiliare all’ospedaliero, al controllo sui social, alle multe o querele milionarie contro chi osa dire la verità.