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23 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:55

Diritto e legge, diritto e giustizia, legalità e giustizia. I rapporti tra potere e giustizia passano molto da qui. La giustizia però è sovrana, quella costituzionale lo è ancor di più. È davvero interessante e anche alquanto ripugnante la concezione del diritto che molti governanti hanno, quelli che pensano che la legalità debba diventare il vestito dell’abuso del potere. Così che diventi ancor di più colletto bianco. Il diritto che vale solo se non è in contrasto con gli interessi del potere: il cosiddetto diritto che vale, ma fino a un certo punto, come candidamente confessato dal ministro degli esteri Tajani, capo del partito fondato da Silvio Berlusconi che tra le varie sue teorie bislacche riteneva che i magistrati autonomi, indipendenti e coraggiosi fossero antropologicamente diversi.

Il potere che non ama e anzi tradisce la Costituzione adora la legalità, quella però a sua misura e piacimento, quella che serve a legalizzare i suoi abusi. Adora legge e ordine quando servono a garantire l’impunità e a colpire solo le marginalità sociali e coloro che rappresentano un pericolo per il potere. Stanno facendo scempio del diritto internazionale, delle convenzioni internazionali sui diritti umani e i crimini di guerra, calpestano ripetutamente la Costituzione e poi hanno anche l’ardire di sostenere che stanno dalla parte dello Stato e delle forze di polizia.